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	<title>Sociale &#8211; Officine ICO • LAB</title>
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	<description>Costruiamo futuri possibili</description>
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	<title>Sociale &#8211; Officine ICO • LAB</title>
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		<title>Progetto &#8220;Saperi&#8221;</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/progetto-saperi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 09:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[SAPERI – Strategie Attive PER l’Inclusione è un progetto che pone al centro la persona, con i suoi diritti, la sua storia e le sue potenzialità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Nato nel 2020 su iniziativa di una rete di enti del terzo settore attivi nel territorio del <strong>Chivassese</strong> e dell’<strong>Alto Canavese</strong>, SAPERI si inserisce in un percorso condiviso che mira a costruire una comunità più inclusiva, solidale e consapevole delle sfide sociali contemporanee.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Sostenuto dalla <strong>Fondazione Compagnia di San Paolo</strong> attraverso il bando “Territori Inclusivi”, il progetto si sviluppa nell’ambito dell’</span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">educazione</span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">, intesa come leva trasformativa capace di generare cambiamento reale nei contesti di vita. L’obiettivo è ambizioso quanto necessario: migliorare i processi di accoglienza e integrazione delle persone con background migratorio o in condizioni di fragilità, partendo dal presupposto che l’inclusione non è un punto d’arrivo, ma un cammino che si costruisce insieme, giorno dopo giorno.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Le azioni del progetto sono radicate in una visione ampia e sistemica dell’educazione: non solo <strong>scuola</strong>, ma anche servizi per la <strong>prima infanzia</strong>, <strong>agenzie formative</strong>, <strong>realtà dell’extra-scuola</strong> e <strong>spazi informali</strong> di relazione. Luoghi che, se opportunamente valorizzati, possono diventare fucine di coesione sociale, laboratori quotidiani dove si apprendono il rispetto, la condivisione, l’empatia e la partecipazione.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">SAPERI interviene su </span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">quattro dimensioni fondamentali: cultura, educazione, formazione, attivazione e accesso ai servizi</span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">; ciascuna delle quali è declinata in azioni concrete che rispondono ai bisogni reali dei territori e delle persone. A queste si affiancano attività trasversali, progettate per rafforzare il lavoro di rete tra soggetti pubblici e privati, promuovere la collaborazione tra istituzioni e cittadinanza attiva, e innescare un cambiamento di prospettiva nella narrazione pubblica sui temi dell’<strong>accoglienza</strong>, della <strong>diversità</strong> e della <strong>convivenza</strong>.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Cuore pulsante del progetto sono cinque parole chiave che ne definiscono l’identità e orientano ogni scelta operativa: </span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none"><strong>identità</strong>, <strong>giustizia</strong>, <strong>diritto</strong>, <strong>benessere</strong> e <strong>famiglia</strong></span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">. Parole che non sono slogan, ma impegni concreti. Identità come riconoscimento di sé e dell’altro. Giustizia come equità nelle opportunità. Diritto come accesso garantito ai servizi. Benessere come qualità della vita, relazionale e materiale. Famiglia come nucleo affettivo e sociale, in tutte le sue forme.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Da queste parole prende forma la visione di un Canavese capace di includere, accogliere e valorizzare ogni persona. Una visione che si costruisce con il contributo di tutti: operatori, insegnanti, istituzioni, famiglie, cittadini. Perché l’inclusione non si fa per qualcuno, ma insieme.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bold. Una campagna coraggiosa</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/una-campagna-coraggiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dimo@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 19:52:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Promuovere il benessere oltre i disturbi alimentari.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sono lavori e collaborazioni a cui ci si appassiona particolarmente e in cui si mette tutta la propria energia e creatività.</em><br />
<em>La campagna <strong>BOLD</strong>, costruita per conto della <strong>Fondazione di Comunità del Canavese</strong>, è sicuramente tra queste.</em></p>
<p><em>La nostra collaboratrice <strong>Chiara Luna Targhetta Dur</strong> ha ideato e sviluppato titolo, slogan e ogni elemento della comunicazione. Ha curato i testi, definito il piano editoriale, immaginato iniziative e materiali di promozione, lanciato e gestito la campagna di crowdfunding.</em></p>
<p><em>Non siamo soliti personalizzare il nostro lavoro ma questa volta ci pare importante: in primo luogo perché crediamo costituisca un ottimo esempio di campagna sociale sviluppata con sensibilità e grande competenza, poi perché è comunque un modo di rilanciarla e dare una mano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BOLD </strong>è una campagna &#8220;coraggiosa&#8221; che si propone di promuovere il benessere di ragazze e ragazzi che soffrono di disturbi alimentari.<span style="font-weight: 400;">Purtroppo una crescente emergenza, seppur spesso silenziosa e apparentemente invisibile.</span></p>
<p><b>Più di 3 milioni di persone in Italia oggi soffrono di disturbi del comportamento alimentare</b><span style="font-weight: 400;">: secondo i dati del Ministero della Salute si tratta di un fenomeno in aumento, soprattutto tra gli adolescenti, per i quali le diagnosi correlate rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le conseguenze di questi disturbi sono depressione, limitazione della vita sociale e lavorativa, compromissione di apparati cardiaco e gastrointestinale, osteoporosi, morte per arresto cardiaco o suicidio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A fronte di questo scenario allarmante e della consapevolezza che un territorio permeato da servizi diffusi e capaci di agire tempestivamente rappresenti un possibile punto di svolta, si ritiene fondamentale </span><b>incrementare l’offerta esistente.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo della campagna “</span><b>Bold</b><span style="font-weight: 400;">” è quello di raccogliere fondi a sostegno di una progettualità capace di </span><b>sensibilizzare</b><span style="font-weight: 400;"> la comunità sul tema dei Disturbi della Nutrizione a Alimentazione, </span><b>diffondere una maggior cultura</b><span style="font-weight: 400;"> della salute e del benessere e </span><b>garantire una</b> <b>rete territoriale</b><span style="font-weight: 400;"> di supporto sempre più forte a cui fare riferimento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">interventi di </span><b>prevenzione primaria</b><span style="font-weight: 400;"> rivolti a gruppi di studenti e studentesse tra i 13 e i 17 anni e ad associazioni sportive canavesane </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">interventi di </span><b>prevenzione secondaria</b><span style="font-weight: 400;"> rivolti a gruppi di genitori di pazienti in cura </span></li>
</ul>
<p><b>Per poter realizzare tutto c&#8217;è bisogno del contributo di tutti.<br />
</b><b> Le attività da realizzare sono molteplici e i bisogni a cui rispondere ancor di più.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">BOLD è una campagna di raccolta fondi promossa da</span><a href="https://www.fondazionecomunitacanavese.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;"> Fondazione di Comunità del Canavese </span></a><span style="font-weight: 400;">in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile dell&#8217;ASL TO4 e l&#8217;<a href="https://www.inpuntadicuore.it" target="_blank" rel="noopener">Associazione In punta di cuore</a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La campagna è sostenuta da: Comune di Ivrea, Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, Associazione Componenti Storico Carnevale di Ivrea, Associazione Aranceri a Piedi e Associazione Aranceri Carri da Getto </span></p>
<p><b>Se vuoi dare una mano, dona qui: </b><a href="https://www.retedeldono.it/progetto/bold-1" target="_blank" rel="noopener"><b>https://www.retedeldono.it/progetto/bold-1</b></a><b> </b></p>
<p>E se vuoi avere informazioni su iniziative e attività, seguila sui canali <a href="https://www.instagram.com/fondaz_comunita_canavese/" target="_blank" rel="noopener">instagram</a> e <a href="https://www.facebook.com/fondazionecomunitacanavese" target="_blank" rel="noopener">Facebook </a> di  Fondazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Social Fame&#8221;</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/social-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nico@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 10:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni giorno milioni di immagini riguardanti l'alimentazione vengono condivise sui social... Ma per molte persone con disturbi alimentari tutto ciò può diventare un'ossessione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>La presentazione</h5>
<p>Il 23 maggio presso il Polo Formativo Universitario Officine H di Ivrea è stato presentato il libro &#8220;Social Fame &#8211; Adolescenza, social media e disturbi alimentari&#8221; edito da Il Pensiero Scientifico Editore.<br />
L&#8217;appuntamento, organizzato dall&#8217;Associazione <strong>DCA &#8211; In Punta di Cuore</strong> in collaborazione con ICO Impresa Sociale, ha visto intervenire le due autrici, la Dottoressa Laura Dalla Ragione e la Dottoressa Raffaella Vanzetta ed è stata l&#8217;occasione per confrontarsi e riflettere su uno dei temi più attuali e preoccupanti che riguardano soprattutto le giovani generazioni: il legame strettissimo tra social media e i disturbi del comportamento alimentare.<br />
Un momento importante di informazione e approfondimento a cui sono stati invitati a partecipare tutti coloro che, ogni giorno, vivono a stretto contatto con ragazze e ragazzi avendone a cuore l&#8217;educazione e il benessere.</p>
<h5>Sinossi</h5>
<p>Ogni giorno milioni di immagini riguardanti l&#8217;alimentazione vengono condivise sui social: dal caffè mattutino, al minestrone congelato, fino ai piatti stellati. Per alcune persone può essere un gioco, un modo per vivere la convivialità, per altri come i foodblogger, un lavoro. Ma per molte persone con disturbi alimentari tutto ciò può diventare un&#8217;ossessione. E nello stesso tempo il corpo è il grande protagonista.<br />
Sempre in mostra, idolatrato, criticato, giudicato, misurato, è al centro di un mondo, quello virtuale, che è di per sé assenza di corpo. Tutti abbiamo fame di essere riconosciuti e i social media non fanno che alimentarla.<br />
Le &#8220;hall of fame&#8221;, da cui è nata l&#8217;idea del titolo di questo volume, sono stanze della gloria, luoghi fisici in cui chi è degno di essere ammirato ha il suo posto riservato. Sulle piattaforme social ognuno può avere il suo spazio dove condividere le proprie capacità ed essere ammirato. Ma se ognuno può, allora ognuno deve: la fragilità tipica dell&#8217;adolescenza diventa così facile preda di questo continuo bisogno di essere ammirati, costi quel che costi.<br />
Il mondo degli adulti non può continuare a ignorare che, per milioni di ragazzi, il virtuale è parte del processo di costruzione del reale, è il simbolico con cui governare la realtà. La coscienza, insomma, non è più cosa da carta e penna e dovremmo scendere a patti con questi cambiamenti e comprenderli, se vogliamo riappropriarci del compito più importante affidato ad una società: quello di educare i propri giovani a diventare ciò che sono non facendoli sentire mendicanti di parole ma signori del linguaggio.</p>
<h5>Le autrici</h5>
<p><strong>LAURA DALLA RAGIONE</strong><br />
Psichiatra e Psicoterapeuta, Direttore UOC Disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione (USL 1 dell&#8217;Umbria).<br />
Docente al Campus Biomedico di Roma, Direttore del Numero Verde Nazionale sui DCA (istituito da Presidenza del Consiglio e Istituto Superiore di Sanità). Past President della Società Italiana di Riabilitazione Interdisciplinare Disturbi Alimentari e del Peso (SIRIDAP).</p>
<p><strong>RAFFAELA VANZETTA</strong><br />
Psicoterapeuta, coordinatrice del centro di prevenzione dei disturbi alimentari INFES<br />
a Bolzano. Membro del direttivo della Società Italiana di Riabilitazione Interdisciplinare Disturbi<br />
Alimentari e del Peso (SIRIDAP).<br />
È autrice di numerose pubblicazioni sul tema della prevenzione dei disturbi alimentari.</p>
<p>Qui il video integrale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Cfg_bOiZe1U" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Cfg_bOiZe1U</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Progetto Living Better</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/progetto-living-better/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 10:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Per un territorio più inclusivo.

In un periodo storico in cui il dibattito pubblico e politico sui fenomeni migratori sono estremamente polarizzati tra un “noi” e un “loro”, attraverso Living Better vogliamo riequilibrare vissuti e percepiti, riportando al centro i valori della diversità e dell’inclusione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.progettolivingbetter.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Living Better</strong></a> si propone di consolidare la rete territoriale dei soggetti impegnati a favore della popolazione più fragile, allo scopo di migliorare le condizioni per l’integrazione delle persone vulnerabili. Sostenuto dalla <a href="https://www.compagniadisanpaolo.it/it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Compagnia di San Paolo</a> nell’ambito del <strong>bando Territori Inclusivi</strong>, è stato elaborato grazie ad un percorso di co-progettazione promosso dal <strong>Consorzio Servizi Sociali IN.RE.TE.</strong></p>
<h5>Il nostro ruolo</h5>
<p><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs xlh3980 xvmahel x1n0sxbx x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto">All’interno di questa progettualità lavoriamo soprattutto al cambiamento della narrazione sulle migrazioni: in un periodo storico in cui il dibattito pubblico e politico sui fenomeni migratori sono estremamente polarizzati tra un “noi” e un “loro”, attraverso Living Better vogliamo riequilibrare vissuti e percepiti, riportando al centro i valori della diversità e dell’inclusione.</span></p>
<h5>Obiettivi</h5>
<p>Tutte le azioni ipotizzate sono tese a costruire e migliorare pratiche di lavoro comuni, coinvolgendo i soggetti territoriali per definire strumenti nuovi e procedure condivise che facilitino la collaborazione e creino le condizioni per una reale integrazione delle persone vulnerabili. Living Better si propone in particolare quattro obiettivi generali:</p>
<ol>
<li>contribuire al miglioramento dei percorsi di vita delle persone in condizione di fragilità;</li>
<li>introdurre sviluppi e novità nelle modalità operative maturate nell’ambito dell’accoglienza;</li>
<li>aumentare le conoscenze e le competenze degli operatori e delle organizzazioni di appartenenza;</li>
<li>introdurre elementi innovativi che consentano alla comunità di sviluppare una riflessione circa il valore dell’inclusione.</li>
</ol>
<h5>Destinatari</h5>
<p>Alla luce degli obiettivi e della necessità di agire sulla costruzione di un contesto fatto di reti relazionali che facilitino opportunità e accesso a beni e servizi, i destinatari del progetto sono:</p>
<ul>
<li>le persone in condizioni di fragilità e a rischio marginalità, con attenzione prioritaria a quelle con background migratorio;</li>
<li>il sistema territoriale, inteso come enti pubblici, soggetti del terzo settore, rappresentanze della società civile e altre realtà del territorio;</li>
<li>i cittadini, intesi come comunità partecipe e capace di favorire la costruzione di pratiche a favore di una cultura inclusiva, solidale e ispirata a principi di corresponsabilità.</li>
</ul>
<h5>Bisogni</h5>
<p>Living Better opera sui 42 Comuni del territorio canavesano afferenti al Consorzio Servizi Sociali In.Re.Te e si propone di soddisfare i bisogni primari attraverso percorsi individualizzati di inclusione sociale e di sviluppo di autonomia economica. Grazie ad un iniziale percorso di co-progettazione, i<span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> principali ambiti su cui il porgetto lavora da ormai 3 anni</span> <span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">sono </span><strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">ABITARE</span></strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">, </span><strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">LAVORO</span></strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> e </span><strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">ACCESSO AI SERVIZI</span></strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">. Tre ambiti interconnessi e indispensabili per dar forma a progetti di vita sostenibili e in grado di rendere autonome, oltre che felici, le persone.</span></p>
<h5>Primi esiti</h5>
<p>Due dei più concreti esiti di questa preziosa progettualità riguardano:</p>
<ul>
<li>l&#8217;avvio dello sportello di affiancamento leggero <a href="https://www.progettolivingbetter.it/sportello-elp/" target="_blank" rel="noopener">ELP (Eporedia Local Point)</a>, punto di riferimento per chi voglia ricevere informazioni di base per orientarsi tra i servizi e le opportunità sul territorio canavesano, finalizzato a responsabilizzare le persone, a migliorare la capacità delle stesse di cogliere le opportunità e a promuovere percorsi di autonomia nelle scelte;</li>
<li>la nascita della <a href="https://www.progettolivingbetter.it/casa/la-tenda-canavese/" target="_blank" rel="noopener">Sezione Canavesana della Società Cooperativa La Tenda</a>, che <span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">si rivolge a privati, a enti religiosi e a pubbliche amministrazioni per offrire una soluzione abitativa agevolata a famiglie e persone che vivono temporanee situazioni di difficoltà.</span></li>
</ul>
<p>📌  <a href="https://www.instagram.com/latenda_sezionecanavesana/" target="_blank" rel="noopener">Instagram La Tenda Sezione Canavesana</a></p>
<p>📌  <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61558597191331" target="_blank" rel="noopener">Facebook La Tenda Sezione Canavesana</a></p>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1608 size-full" src="https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1.png 1920w, https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1-300x169.png 300w, https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1-1024x576.png 1024w, https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1-768x432.png 768w, https://lab.officineico.it/wp-content/uploads/2024/05/COPERTINE-ARTICOLI-SITO-ICO-1-1-1536x864.png 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></h2>
<p><strong><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Il Manifesto raccoglie le responsabilità e gli impegni che la Rete coinvolta nel progetto Living Better porta in dote al territorio,</span> <span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">condividendo</span> <span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">principi e metodologie sperimentate al fine di promuovere una reale cultura inclusiva e garantendo la continuità e la sostenibilità del progetto stesso.</span></strong></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Il Manifesto vuole esplicitare l’intenzione di promuovere una società inclusiva, attraverso l’impegno a garantire l’accesso ai diritti e alle pari opportunità. Per società inclusiva si intende una società che permetta a tutte e tutti di sentirsi accolti, di appartenere a un gruppo di persone e di godere pienamente di tutti i diritti e le opportunità che questa appartenenza comporta.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Gli obiettivi del Manifesto sono la promozione del cambiamento e dell’autodeterminazione, perché si ritiene imprescindibile che ciascuna persona possa scegliere per sé e che il contesto sociale si comporti come un organismo vivo e adattivo.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Il Manifesto trova spazio per il perseguimento dei propri obiettivi nel valore civico e costituzionale della democrazia, considerando l’uguaglianza più sostanziale che formale e inerente ad ogni aspetto esistenziale.</span></p>
<p>I<span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">l Manifesto trova adempimento attraverso il consolidamento della Rete, lo scambio di buone pratiche, l’ottimizzazione e la condivisione delle risorse e la messa a sistema di canali di scambio e di obiettivi durevoli, attraverso un approccio generativo e la cura delle relazioni, ad ogni livello.</span></p>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Gli ingredienti per il buon funzionamento dei processi sono la collaborazione, la convinzione, la fiducia interna, le competenze, la partecipazione, la disponibilità, il sostegno reciproco e la condivisione genuina. I valori condivisi sono la speranza, l’accoglienza, la curiosità, l’uguaglianza e la leggerezza.</span></p>
<p><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">I risultati attesi dalla condivisione del Manifesto sono il consolidamento e l’ampliamento della Rete, la trasformazione di buone pratiche sperimentate in processi ordinari, l’impatto generativo sulle politiche territoriali e sulla cittadinanza, la realizzazione di un sistema rinnovato rispetto alle dinamiche abitative, la replicabilità del modello, insieme a un sempre maggiore coinvolgimento della cittadinanza.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CANAVESE COMUNITÀ COMPETENTE</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/canavese-comunita-competente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 10:25:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lab.officineico.it/?p=1574</guid>

					<description><![CDATA[Un progetto promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, realizzato grazie alla collaborazione di enti pubblici e privati e mirato a favorire il benessere degli adolescenti in Canavese.

]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un progetto per migliorare la qualità della vita dei giovani: attività di prevenzione, laboratori e servizi per un nuovo sistema territoriale.</h5>
<p><a href="https://www.canavesecompetente.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Canavese Comunità Competente</strong></a> è finalizzato a promuovere il benessere dei giovani e delle giovani del territorio, attraverso attività di contrasto al disagio giovanile e di prevenzione e promozione della salute mentale; ha una durata prevista di 24 mesi ed è sostenuto dalla <a href="https://www.compagniadisanpaolo.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione Compagnia di San Paolo</strong></a> nell&#8217;ambito <span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs xlh3980 xvmahel x1n0sxbx x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto">del bando “Salute effetto comune”.</span></p>
<p>Il progetto vuole<span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs xlh3980 xvmahel x1n0sxbx x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto"> costruire un sistema integrato di intervento capace di coinvolgere enti pubblici e privati canavesani che, quotidianamente, lavorano alla prevenzione e al contrasto del disagio psichico giovanile. L&#8217;obiettivo è quello di avviare un lavoro di prevenzione e contrasto dei fenomeni di disagio mentale nella popolazione giovanile (12-25 anni), analizzandone necessità e realizzando laboratori di consapevolezza e riflessione, insieme ad attività per giovani e famiglie. Un’équipe multidisciplinare di educatori e psicologi si occuperà delle fasi di analisi dei bisogni, creando proposte sulla base di quanto osservato e raccolto.</span></p>
<h5>Il nostro ruolo</h5>
<p><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs xlh3980 xvmahel x1n0sxbx x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto">Realizzare, in sinergia con tutti gli attori della rete, strumenti di comunicazione capaci di ascoltare, far dialogare e sensibilizzare i giovani del territorio sul tema della salute mentale, decostruendo stigmi e valorizzando competenze e conoscenze di cui i ragazzi e le ragazze canavesane sono portatori e portatrici.</span></p>
<h5>Obiettivi</h5>
<p><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Canavese Comunità Competente si pone tre principali obiettivi: <strong>migliorare la qualità della vita di persone adolescenti e giovani</strong> a rischio di sperimentare forme di disagio mentale, s</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">ostenere i sistemi territoriali di intervento nella sperimentazione di risposte a problematiche di salute mentale e p</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">romuovere una nuova cultura della salute mentale e un approccio preventivo che coinvolga l’intera comunità. Uno dei punti di forza, che potrebbe facilitare il raggiungimento di tali obiettivi, è sicuramente l&#8217;interdisciplinarietà del gruppo di lavoro, il quale intende migliorare l’intercettazione precoce dei casi di disagio a rischio psichico, offrendo percorsi che non coinvolgano necessariamente i servizi sanitari, intervenendo in contesti formali e informali e provando ad evitare il rischio di eccessiva medicalizzazione e di cronicizzazione di alcune situazioni.</span></p>
<h5>Azioni di progetto</h5>
<p>Numerose e differenziate sono le azioni previste da Canavese Comunità Competente per la realizzazione di tali obiettivi. La fase iniziale di analisi dei bisogni, anche al fine di promuovere il protagonismo giovanile, è stata realizzata attraverso una <strong><a href="https://www.canavesecompetente.it/ricerca-azione/" target="_blank" rel="noopener">ricerca-azione</a></strong> secondo il modello proposto dallo psicologo sociale Kurt Lewin – con il coinvolgimento di un gruppo di giovani attraverso un approccio narrativo e dialogico per l’esplorazione del fenomeno del disagio giovanile e del rischio di disagio mentale. Nello specifico, le tre principali azioni sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Attivazione di un’</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"><strong>equipe</strong> di educatori e psicologi</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> con funzioni di presidio dei luoghi di aggregazione dei giovani, filtro nei confronti dei servizi territoriali e presa in carico “leggera” delle situazioni di disagio;</span></li>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Interventi di </span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"><strong>formazione</strong> nelle scuole</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">, rivolti ai ragazzi, per la diffusione di una cultura di contrasto allo stigma associato alla malattia mentale, realizzati secondo il format già consolidato sul nostro territorio del Recovery College;</span></li>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Formazione e <strong>sensibilizzazione</strong> degli operatori</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> a contatto con i giovani, delle famiglie e adulti di riferimento e laboratori di formazione e sensibilizzazione degli insegnanti.</span></li>
</ul>
<h5>I primi passi: la ricerca-azione e i laboratori</h5>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Nelle prima metà di marzo 2024 sono stati organizzati organizzati 3 workshop che hanno coinvolto 52 giovani canavesani (età 15-22 anni) in una ricerca-azione che ha permesso di:</span></p>
<ul>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Rilevare le loro percezioni sullo stato di benessere/malessere;</span></li>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Approfondire le rappresentazioni del disagio mentale giovanile e delle sue cause;</span></li>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Rilevare le loro opinioni su quanto servirebbe ai giovani per stare meglio.</span></li>
</ul>
<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Dagli esiti di questa indagine saranno realizzati laboratori di espressività, manualità e consapevolezza diffusi sul territorio, che costituiranno una prima risposta alle situazioni di disagio.</span></p>
<h5><strong>Risultati attesi</strong></h5>
<p>La rete di Canavese Comunità Competente si propone di raggiungere soprattutto due risultati:</p>
<ul>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">La tesura di un </span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">protocollo operativo</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> che consenta di migliorare la collaborazione nel campo della prevenzione e della gestione del disagio mentale, raccordando i dipartimenti dell’ASL TO4, i Consorzi socio assistenziali, le Agenzie Formative, le istituzioni scolastiche e gli enti del Terzo Settore;</span></li>
<li><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Il miglioramento dell’intercettazione precoce</span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none"> dei casi di disagio a rischio psichico, con percorsi che non coinvolgano necessariamente i servizi sanitari, evitando dove possibile il rischio di cronicizzazione.</span></li>
</ul>
<p>L&#8217;intento del progetto è dunque quello di avviare un cambiamento nel sistema, che possa portare ad un significativo miglioramento delle modalità di prevenzione e d’intervento, producendo un altrettanto importante cambiamento della cultura della salute mentale, ancora affetta dallo stigma e dal pregiudizio di inguaribilità.</p>
<p><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs xlh3980 xvmahel x1n0sxbx x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto"><br class="html-br" /><br class="html-br" /></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Good Job, una giornata speciale</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/good-job-una-giornata-speciale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dimo@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 10:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando l'inserimento lavorativo diventa un lavoro ben fatto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Confronti, spunti di riflessione e molte emozioni</h5>
<p>Venerdì 5 maggio 2023 Officine ICO Lab ha ospitato una giornata dedicata alla sensibilizzazione, alla diffusione di buone prassi e alle tematiche dell’inclusione sociale e della disabilità. Un contesto non solo istituzionale per ampliare la conoscenza e le possibilità di reinserimento sociale di soggetti svantaggiati.</p>
<p>Organizzata da Confindustria Canavese e dalla Cooperativa Andirivieni, tre sono stati gli appuntamenti nel corso della giornata: un convegno dedicato all&#8217;inserimento di persone fragili nel mondo del lavoro, lo spettacolo teatrale &#8220;IO LA RINASCITA&#8221; a cura della Compagnia Il Giullare di Trani e una cena di gala durante la quale il servizio ai tavoli è stato impeccabilmente curato dalle ragazze e dai ragazzi della Cooperativa Andirivieni. L&#8217;incasso della cena è stato devoluto ad A.N.G.S.A. Torino.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le ricette dello chef Antonio</title>
		<link>https://lab.officineico.it/sociale/albergo-etico-chef-antonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin@lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 15:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lab.officineico.it/?p=50</guid>

					<description><![CDATA[La proiezione de “Le ricette dello Chef Antonio per la rivoluzione”, che racconta la storia del progetto di Albergo Etico e del suo chef Antonio De Benedetto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Cambiare il mondo attraverso il cibo</h4>
<p>Antonio De Benedetto è uno chef italiano con un’ambiziosa missione: cambiare il mondo attraverso il cibo. Per farlo, ha dato vita a un ristorante e un hotel nei quali lo staff e composto in larga parte da giovani uomini e donne con disabilità che arrivano da tutta Italia per formarsi e lavorare. Questi ragazzi e ragazze, ognuno con i propri sogni e progetti per il futuro, vengono formati da Antonio per affrontare un percorso verso la libertà e l’indipendenza. Il documentario, diretto dal regista australiano Trevor Graham, mostra perciò il dietro-le-quinte di una cucina e un albergo dove giovani uomini e donne con disabilità imparano un mestiere e iniziano a prendere posto al tavolo della vita. Vivere con una disabilità, imparare un mestiere e condurre una vita indipendente e complesso e non sempre va come previsto. Le Ricette dello Chef Antonio per la Rivoluzione mostra proprio questo, innestando un seme di speranza per un futuro più inclusivo e sensibilizzando lo spettatore su un necessario cambiamento sociale.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/a42i0O9XbfA" width="100%" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4>Un progetto futuro condiviso</h4>
<p>Le Ricette dello Chef Antonio per la Rivoluzione e distribuito da La Sarraz Pictures, che ha coprodotto il film insieme alle società australiane Yarra Bank Films e Black Sheep Films. L’evento inizierà alle 17 con un welcome coffee, alle 17.30 ci sarà uno spazio introduttivo in cui interverranno i promotori dell’iniziativa e alle 18.30 sarà proiettato il film, con conclusione dell’evento prevista per le 20. Alla proiezione parteciperanno anche alcuni dei protagonisti del film. «Come <strong>ICO Impresa Sociale</strong> – ha detto la presidente Nicoletta Marcon – siamo contenti e orgogliosi di ospitare, come primo evento, l’incontro dedicato alla proiezione del film di Albergo Etico. Nell’ottica della riqualificazione delle Ex fabbriche Olivetti a Ivrea, dove l’obiettivo della nostra Impresa Sociale e quello di progettare, promuovere e attuare iniziative sociali, culturali e di formazione, questo incontro trova la sua perfetta collocazione e si pone come un auspicabile primo passo verso la realizzazione di un progetto futuro condiviso.</p>
<p>L’attenzione alle fragilità, all’inserimento lavorativo e alla valorizzazione delle competenze sono infatti i temi che accomunano la straordinaria e consolidata opera di Albergo Etico e l’impegno che anche ICO Impresa Sociale intende affrontare nelle proprie visioni future». «<strong>AIAS Ivrea</strong> – ha spiegato la presidente Elena Zambolin – e da sempre impegnata nelle attività di supporto a persone con disabilità e delle loro famiglie. Negli ultimi anni, in particolare, abbiamo deciso di concentrare le nostre iniziative dedicate ai soci in età adulta sul tema del lavoro come chiave di raggiungimento di una vita il più possibile ricca e soddisfacente. Dopo aver ospitato per la prima volta sul territorio eporediese la testimonianza di Albergo Etico, lo scorso anno in occasione del Festival Grande Invasione, siamo felici di essere qui oggi per questo ulteriore passo di un percorso che da un’idea sempre più si avvicina ad un progetto».</p>
<h4>Un dovere: creare opportunità</h4>
<p>Queste infine le parole di Alex Toselli, presidente cooperativa<strong> Albergo Etico</strong>: «Il progetto Albergo Etico ha un dovere: quello di creare opportunità. Le persone con disabilità sono prima di tutto delle persone e il lavoro dà dignità. Noi anni fa ci immaginammo che questo potesse essere un processo vincente, una risposta. Credevamo e crediamo ancora che nell’ospitalità ci possiamo mostrare al mondo badando alla qualità del servizio. Crediamo di aver fatto un buon lavoro fino ad ora e vogliamo proseguire così. Il 65 % dei nostri ragazzi con disabilità e inserito nel mondo del lavoro e questo perché abbiamo creato cittadini degni del mercato professionale. Ed e questa la nostra sfida: restare fedeli al nostro messaggio iniziale senza paura di crescere e replicarci, continuando a creare opportunità di crescita facendo rete. Ne e un esempio l’evento organizzato qui a Ivrea, in un luogo dove il lavoro e stato ed e centrale, ma dove anche il benessere sociale dei singoli e della collettività aveva e ha un impatto sull’intero territorio. Questo evento e l’ulteriore esempio di come Albergo Etico possa portare il suo verbo e la sua storia coinvolgendo diverse realtà con il desiderio di ampliare gli orizzonti». Albergo Etico è la testimonianza concreta dei frutti di un’esperienza di inclusione sociale lavorativa, nata nel 2006 ad Asti con il progetto Albergo Etico, e oggi attiva a livello nazionale ed internazionale con 20 punti aperti e in apertura nel futuro prossimo. Un successo importante che vede oggi Albergo Etico non solo in Italia ma anche in Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Spagna, Australia, Slovacchia, Albania e Israele. Un esempio virtuoso di impresa sociale, capace di abbinare turismo di qualità a reale inclusione sociale, per costruire, insieme, un futuro inclusivo e valorizzante di tutte le fragilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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