Nato nel 2020 su iniziativa di una rete di enti del terzo settore attivi nel territorio del Chivassese e dell’Alto Canavese, SAPERI si inserisce in un percorso condiviso che mira a costruire una comunità più inclusiva, solidale e consapevole delle sfide sociali contemporanee.
Sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando “Territori Inclusivi”, il progetto si sviluppa nell’ambito dell’educazione, intesa come leva trasformativa capace di generare cambiamento reale nei contesti di vita. L’obiettivo è ambizioso quanto necessario: migliorare i processi di accoglienza e integrazione delle persone con background migratorio o in condizioni di fragilità, partendo dal presupposto che l’inclusione non è un punto d’arrivo, ma un cammino che si costruisce insieme, giorno dopo giorno.
Le azioni del progetto sono radicate in una visione ampia e sistemica dell’educazione: non solo scuola, ma anche servizi per la prima infanzia, agenzie formative, realtà dell’extra-scuola e spazi informali di relazione. Luoghi che, se opportunamente valorizzati, possono diventare fucine di coesione sociale, laboratori quotidiani dove si apprendono il rispetto, la condivisione, l’empatia e la partecipazione.
SAPERI interviene su quattro dimensioni fondamentali: cultura, educazione, formazione, attivazione e accesso ai servizi; ciascuna delle quali è declinata in azioni concrete che rispondono ai bisogni reali dei territori e delle persone. A queste si affiancano attività trasversali, progettate per rafforzare il lavoro di rete tra soggetti pubblici e privati, promuovere la collaborazione tra istituzioni e cittadinanza attiva, e innescare un cambiamento di prospettiva nella narrazione pubblica sui temi dell’accoglienza, della diversità e della convivenza.
Cuore pulsante del progetto sono cinque parole chiave che ne definiscono l’identità e orientano ogni scelta operativa: identità, giustizia, diritto, benessere e famiglia. Parole che non sono slogan, ma impegni concreti. Identità come riconoscimento di sé e dell’altro. Giustizia come equità nelle opportunità. Diritto come accesso garantito ai servizi. Benessere come qualità della vita, relazionale e materiale. Famiglia come nucleo affettivo e sociale, in tutte le sue forme.
Da queste parole prende forma la visione di un Canavese capace di includere, accogliere e valorizzare ogni persona. Una visione che si costruisce con il contributo di tutti: operatori, insegnanti, istituzioni, famiglie, cittadini. Perché l’inclusione non si fa per qualcuno, ma insieme.